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Con o senza maschera, una meraviglia del mondo (RO)

10 giu 2020
Tempo di lettura: 4 min

Non discuterò qui il controverso tema delle mascherine protettive, diventate obbligatorie negli spazi pubblici chiusi e perfino un accessorio di moda, con la tendenza a essere di stile, di lusso.

Ti sfido a entrare in un gioco molto più rilassante, di riconoscimento a partire da indizi che arrivano a poco a poco.

Per cominciare ti dico: «Terra all'orizzonte!». Parliamo dunque di un luogo o, andando un po' avanti, parliamo di Lei.

Secondo le antiche cronache, è nata in primavera (nel marzo del 421). Per metà orientale e per metà occidentale, per metà terra e per metà acqua, con un piede in Europa e l'altro che scivola tra le perle dell'Asia, si è autoproclamata Serenissima. Si è vestita d'oro. Ha avuto un calendario tutto suo, secondo cui l'anno cominciava il 1° marzo e i giorni iniziavano la sera. Aveva un orgoglio solitario e trasmetteva una sensazione di isolamento. Si è avvolta sempre più di incanto e di mistero. Sembrava stare al confine tra stranezza e fiaba.

Nel tempo è cambiata molto. Si è evoluta come una società anfibia particolare, con le porte decorate delle sue ville che si aprivano direttamente sulle acque. La sua ricchezza e la sua forza sembravano di origine divina, quando era considerata la più importante potenza marittima. La sua grandezza traeva linfa dalla posizione geografica, che faceva da ponte naturale tra Oriente e Occidente. È diventata una delle meraviglie affascinanti del mondo, signora dell'Adriatico e dell'Europa orientale. Si è trasformata nel luogo più sfarzoso. Ma, più di ogni altra cosa, è rimasta una città delle acque. Lì cominciava lo splendido Oriente.

Era un paradiso di fragranze, di spezie, di sete, di tessuti ricamati a fili d'oro, di smeraldi, di cupole splendenti, di rubini e di altri beni. Era come uno scrigno di tesori.

Per alcuni secoli ha mantenuto eleganza e fasto. Poi ha consumato le sue energie in numerosi conflitti, perdendo la supremazia. Nell'ultimo secolo di indipendenza è stata la città più esuberante dei piaceri terreni, una festa continua, un ballo in maschera e carnevali senza inibizioni. Lì niente era troppo audace, troppo scandaloso o troppo indecente.

Consumata da un edonismo febbrile, era vista da fuori come un leone solitario. Col tempo la versione eccentrica e anticonvenzionale si è ricoperta di prosaico e di moderno. Ai tempi della sua gloria è stata un simbolo di modernità. Per alcuni è rimasta una stranezza che continua a portare i suoi ornamenti.

Il fatto è che la sua grandezza dura ancora oggi. È stata e resta un fenomeno: una città-stato, con una lingua propria (piena di forme contratte e di storpiature bizzarre), un agglomerato di stati, una metropoli-labirinto disseminata di canali e calli, un museo o una grandiosa mostra all'aperto, decantata nella grandezza. Continua a essere sensuale e piena di storie (molte create apposta per te), di particolarità enigmatiche, di paradossi e di misteri.

Il poeta inglese Lord Byron con la sua «follia affettiva», l'amante Casanova e il coraggioso esploratore Marco Polo sono solo alcuni nomi che ti portano a pensare a Lei: un gioiello dall'aria marina.

La Regina dell'Adriatico è stata dichiarata la città più romantica del mondo ed è entrata nel patrimonio universale nel 1979.

L'antica città lacustre sfoggia le sue meraviglie, i suoi splendori teatrali, animata da un antico afrodisiaco: il successo. Alcuni li attira con una forza stordente, altri in modo rassegnato. Il fatto è che negli ultimi decenni è stata invasa da turisti di tutto il mondo, alcuni dei quali si sentono personaggi delle storie del luogo.

Col tempo questo lembo di terra conquistato dalle acque ha scoperto nuove vocazioni. Così è tra i luoghi più belli dove si tengono conferenze, tra i centri per lo studio delle arti e delle tecniche di conservazione, un palcoscenico per spettacoli di ogni tipo.

Il suo vetro e i suoi preziosi specchi, i merletti, gli oggetti d'arte e i gioielli, tante storie e leggende, un labirinto di stradine strette e pittoresche, spazi aperti che sembrano uno studio fotografico, maschere di carnevale o artistiche, il paesaggio colorato delle case con le persiane di legno, i ponti, le gondole e i vaporetti, i bassorilievi, l'architettura inconfondibile, i piccioni, la musica e le serenate, l'arte, la spiritualità, i panorami incantevoli, i balconi carichi di fiori, saloni ampi e lampadari antichi come gli edifici, isolette che respirano in pace, gente bohémien e cordiale: sono tutti elementi che richiamano l'atmosfera unica che possiede e fanno di Lei il luogo in cui desideri tornare come in una magia, dove le carezze della brezza marina ti coccolano.

E se dico Piazza San Marco, Palazzo Ducale, Ponte dei Sospiri, Ponte di Rialto, il sestiere di San Polo, Canal Grande e Accademia, le isole di Murano, Burano e Torcello, allora ne ho svelato l'identità, senza dubbio.

Con l'aroma dei tempi passati e di quelli contemporanei, la cosa più curiosa di Lei è lei stessa, con o senza maschera: Venezia , musica e poesia, un nuovo soffio, uno stato di esaltazione, una purificazione dei recettori olfattivi.

Senti l'energia e la vibrazione incredibile di questo luogo spettrale, arcaico e idillico, dalla natura quasi dualistica: acqua e terra, un passato ricco e un futuro... sconosciuto!

Senti la sua fragranza autentica, conservata intatta attraverso l'arco del tempo, come una goccia d'anima, una creazione affascinante, un souvenir olfattivo e la sensazione di sciogliersi sotto la pioggia!

Aromi di frutta (prugne, noci di cocco, fichi, lamponi), legno di sandalo e muschio si nascondono sotto la maschera perfetta di un'ambra attraente: una fragranza centenaria: Venice 1920.




 
 
 

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 Izabela Corina Juncu – Consulente di profumi & Ambasciatore del marchio

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