Intervista a Diana Amar, fashion designer

Diana Amar è un'artista che mette l'anima nel suo lavoro, in ogni collezione, capo, dettaglio. Ha deciso di seguire la sua passione a prescindere dagli ostacoli e ora si ritrova in ciò che fa.
L'estetica del marchio è definita da creazioni ultra-femminili, texture delicate e dettagli realizzati a mano. La prima collezione «X-Ray Effect», lanciata a dicembre 2018, aveva come tema principale l'idea di «trasparenza» o di «ciò che sta oltre l'involucro». La seconda collezione, lanciata a settembre 2019, porta in primo piano il velluto in texture e colori diversi, ma anche dettagli come il ricamo a mano e le applicazioni di paillettes. Tutte hanno la natura come fonte di ispirazione.
I capi di Diana Amar affascinano, catturano le emozioni, nutrono l'immaginazione e creano ricordi che durano nel tempo.
1. Hai finito per seguire la tua vocazione, diventando fashion designer.
Come ti ha cambiato la vita questo fatto? Che soddisfazioni ti dà questa occupazione, che è anche arte?
Amo l'arte in tutte le sue forme di espressione. Io ho scelto di esprimermi attraverso la moda e ho capito che è la mia missione. Tutto ciò che faccio lo faccio per passione, da cui lo slogan del marchio «Nothing but passion».
2. A che età hai preso coscienza di questa attrazione, della passione per la moda? È arrivata da sola o ti è stata trasmessa?
Fin da piccola avevo inclinazioni artistiche. Credo che intorno ai 10-11 anni abbia iniziato a fare schizzi. Avevo interi quaderni di collezioni. Le immaginavo in passerella e sognavo che un giorno si sarebbero materializzate. Cucivo vestiti per le bambole, ricamavo e lavoravo all'uncinetto, attività che ho imparato da mia nonna. Niente mi è stato trasmesso, anzi: all'epoca una professione così era considerata qualcosa di totalmente slegato dalla realtà, ma questo non mi impediva di sognare.
3. Come si delinea per te questo mondo, ora, dopo alcuni anni di esperienza nel design di abbigliamento?
È un mondo duro, ma estremamente bello. Sono in un apprendimento continuo e in questo mestiere, più sai, più hai la possibilità di trasformare in realtà qualsiasi fantasia di abbigliamento.
4. Essere fashion designer è un'occupazione particolare, più rara.
Com'è il mercato concorrenziale in questo settore? Si può parlare di concorrenza?
Negli ultimi anni questo mercato si è sviluppato moltissimo in Romania, con un trend in crescita.
Oggi possiamo vantare marchi rumeni che vendono molto bene sia all'interno sia sui mercati internazionali.

5. Il creatore di moda, grazie al suo talento, dà vita a capi speciali.
«Oltre l'involucro» è un tema che ti ha catturato. Così, nel 2018, è nata la tua prima collezione, X-RAY Effect. Come è stata accolta dal pubblico?
La prima collezione è nata da pura passione. Ho creato solo ciò che sentivo, senza pensare al lato commerciale. Con questa collezione ho aperto molte porte, come designer, e continuo ad aprirne. I prodotti sono apparsi in numerosi editoriali, su varie pubblicazioni, sia locali sia internazionali. Continuo a vendere questi prodotti anche oggi.
6. Chi conosce la tua attività di fashion designer capisce facilmente che ti ispiri alla natura. Una prova chiara è Botanical Fantasy, la tua seconda collezione.
Hai sentito una differenza nell'accoglienza del pubblico rispetto alla prima collezione? Se sì, come la spieghi?
La seconda collezione è stata pensata anche dal punto di vista commerciale. La fascia d'età a cui si rivolge è più ampia, i materiali non sono più trasparenti e i prezzi sono un po' più accessibili. La differenza che ho notato è che ho allargato la cerchia di clienti, riuscendo a raggiungere una fascia d'età che fino ad allora mi era del tutto inaccessibile.
7. Che forme tangibili prendono le tue creazioni? Dai più attenzione a certi capi, materiali, tagli, colori?
Amo moltissimo le texture, metto l'accento su dettagli come i ricami a mano ma anche digitali e di recente ho iniziato a creare le mie stampe digitali. Da quando seguo un corso intensivo di progettazione di abbigliamento sperimento molto di più su tagli e volumi e sento che la mia immaginazione ha preso le ali.
8. Oltre a meticolosità e creatività, quali altre qualità servono per raggiungere la maestria in questo campo?
Pazienza, perseveranza e spirito autodidatta. Non dovremmo mai smettere di imparare.
9. Quali emozioni provi nel processo di creazione di questi capi, in cui si intrecciano creatività e natura?
Che sensazioni provi?
Fin da piccola ho amato la natura e ho avuto un'infanzia in cui non mancavano le vacanze in campagna. Amo la sensazione di libertà che provo quando sono in mezzo alla natura, che è una fonte inesauribile di ispirazione.

10. Nella tua seconda collezione hai realizzato i primi ricami a mano, per un effetto femminile di alto livello. Cosa ci dici del tuo gioco con gli effetti femminile, androgino e maschile?
Nella seconda collezione i ricami hanno il ruolo di completare la semplicità dei tagli, dando un valore in più a ogni prodotto. Inoltre sono stati ripresi e adattati elementi del completo maschile al tema della collezione. Sono sempre stata tentata di prendere in prestito elementi dall'eleganza maschile, da rimodellare poi per creare un contrasto nelle collezioni femminili.
11. Le tue creazioni sono soprattutto per occasioni speciali e destinate a donne disinvolte?
Sì, fino a sei mesi fa ho creato capi destinati soprattutto a occasioni speciali; con le restrizioni ho scelto di puntare su capi versatili, che si possano adattare a qualsiasi tipo di outfit, casual o elegante. La tipologia di clientela non è cambiata, si è solo allargata la fascia d'età.
12. Che effetto senti che hanno le tue creazioni su chi le indossa?
Chi sceglie di indossare i miei capi si sente speciale e sicura della propria femminilità.
13. Come dicevamo, la natura è per te una fonte di ispirazione. Dalla sfera botanica, cosa ti piace evocare nelle tue creazioni?
Ho dipinto fiori di campo all'acquerello, che poi ho trasposto, con la stampa digitale, sui prodotti della mini collezione «Botanical watercolors». È stata una collezione creata durante la prima ondata della pandemia e le restrizioni hanno stimolato la mia immaginazione, ma purtroppo non sono riuscita a portare a termine tutti i prodotti. Dalla sfera botanica vengono anche i ricami realizzati su velluto o organza di seta.
14. In che misura i tuoi prodotti suscitano ricordi olfattivi, come la fragranza dei fiori in natura?
Avvolta in veli diafani, stampati con fiori di campo dipinti in tonalità acquose, qualsiasi ricordo sensoriale o olfattivo della natura può prendere vita.

15. Che ruolo ha la fragranza nella tua vita?
Amo le fragranze e le associo a eventi o episodi della mia vita.
16. Riferendoci alle piante, alla natura (e non ai marchi), quali fragranze o odori ti piacciono in modo particolare?
Amo le fragranze floreali, in toni delicati, ma anche le essenze più forti, in toni esotici.
Non sono riservata riguardo agli odori, mi piace sperimentare.
17. Quali altre passioni ti coinvolgono oggi e quali progetti hai per il futuro?
Desidero concludere gli studi di progettazione di abbigliamento, per avere una visione più ampia quando creo i miei prodotti. Organizzando servizi fotografici per le mie collezioni ho capito che mi piace anche la parte di styling e di creazione di contenuti. E nel 2020 mi sono iscritta anche a un corso di styling, che sto per concludere a febbraio. Cosa seguirà? Sky is the limit :)
18. Cosa senti di (continuare a) svelarci della tua storia di moda e quali consigli hai per noi, che apprezziamo la natura, la bellezza, la creazione?
Viviamo un periodo di transizione, in cui le cose cambiano di continuo, e anche i mestieri. Alcuni scompaiono, altri nascono. La mia conclusione è che ognuno di noi dovrebbe trovare l'occupazione che lo realizza e che gli dà quell'impulso creativo, e la creatività è la chiave. Sarà sempre un valore che resiste nel tempo, a prescindere dal campo in cui è applicata.


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